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MICROBIOTA CUTANEO: CONOSCERLO PER UNA PELLE IN SALUTE

  • Categoria dell'articolo:Bellezza
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Forse avrai già sentito parlare di microbiota cutaneo, senza però conoscere davvero a cosa ci si riferisce con questo termine oppure senza sapere per cosa ti può essere utile conoscerlo più a fondo.

Sapere cos’è il microbiota cutaneo ti permetterà di fare un passo in più nella conoscenza della tua pelle. E riuscirai ad osservare con un occhio più attento le cause che portano alla manifestazione di un disturbo cutaneo.

Che cos’è il microbiota cutaneo

La pelle è l’organo più esteso del corpo e molte sono le funzioni che svolge. Ad esempio regola la temperatura corporea, elimina i prodotti di scarto e permette il senso del tatto.

Ma non è tutto.

Se vuoi approfondire l’argomento di invito a leggere l’articolo dedicato facendo click sul seguente link: Pelle: scopri la sua struttura e le funzioni

La pelle rappresenta il confine fisico tra l’individuo e l’ambiente circostante, svolgendo quindi anche l’ importantissima funzione di barriera protettiva nei confronti degli agenti esterni.

Ma come può accadere tutto ciò? È proprio anche grazie al microbiota cutaneo che quest’azione di barriera può essere messa in atto.

Il microbiota cutaneo è infatti un insieme di tantissimi microrganismi (soprattutto batteri, ma anche funghi e virus) che si trovano sulla nostra cute. Esattamente come accade nell’intestino con il più conosciuto microbiota intestinale.

Si stima che il rapporto batteri-superficie cutanea sia di più di 1 milione per ogni cm2. Tant’è che viene considerato un vero e proprio organo ereditato dopo la nascita.

Infatti sulla pelle ci sono un’infinità di microrganismi che vivono in simbiosi gli uni con gli altri per garantirci una forte protezione dagli attacchi esterni.

Se l’insieme di questi microrganismi è in salute, anche il benessere della nostra pelle sarà visibilmente maggiore.

Ogni individuo eredita il microbiota al momento della nascita, che poi si stabilisce con l’età, fino a diventare una vera e propria impronta digitale: unica per ogni persona.

A tal proposito sono interessanti gli studi che dimostrano che il microbiota del bambino nato con parto naturale sia simile a quello vaginale della madre. Mentre il microbiota del bambino nato con parto cesareo è più simile a quello cutaneo di chi ha assistito al parto.

Questo è un chiaro indice di quanto la flora batterica cutanea sia soggetta ai cambiamenti esterni.

Infatti ci sono diversi fattori che la possono alterare, portando a patologie cutanee come psoriasi, acne o dermatite atopica.

Ad esempio l’alimentazione scorretta con uno scarso apporto di minerali e vitamine, l’abuso di tabacco, l’inquinamento ma anche l’avanzare dell’età possono provocare uno squilibrio del microbiota cutaneo.

Inoltre la composizione del microbiota cutaneo non è uguale per tutto il corpo, ma differisce a seconda della zona. In base allo spessore, all’umidità e alla consistenza della pelle possono prevalere dei ceppi di batteri rispetto ad altri.

Nelle regioni più umide (come inguine, ascelle, ombelico, piega interna del gomito e del ginocchio) prevalgono le specie batteriche Staphylococcus e Corynebacterium. Mentre nelle regioni più sebacee (come fronte, pieghe nasolabiali e dietro alle orecchie) la popolazione microbica sembra essere meno varia e principalmente composta da batteri della specie Propionibacterium.

Il microbiota quindi non solo è unico da persona a persona, ma differisce anche nello stesso individuo in base alla zona, all’età, alla routine di igiene personale, all’alimentazione e alle condizioni esterne.

Qual è la differenza tra microbiota e microbioma?

Spesso questi due termini molto simili vengono erroneamente confusi e scambiati.

Sostanzialmente possiamo dire che con il termine microbioma cutaneo si fa riferimento al patrimonio genetico, al totale dei microrganismi presente sulla cute, mentre con microbiota si fa riferimento ai batteri della pelle veri e propri.

Differenza tra microrganismi residenti e transitori

I microrganismi che compongono l’insieme del microbiota cutaneo si dividono in due gruppi principali: residenti e transitori.

I microrganismi residenti (detti anche commensali) non sono dannosi e hanno un ciclo di vita costante, riproducendosi e colonizzando continuamente la pelle.

Invece i microrganismi transitori rimangono sulla pelle solo per alcune ore o giorni e provengono dall’ambiente esterno. In condizioni normali non sono patogeni, ma se in squilibrio possono potenzialmente provocare infiammazioni o infezioni della cute.

Quando i microrganismi residenti sono in equilibrio e godono di una buona biodiversità, essenziale per il benessere della pelle, sono in grado di compiere al meglio la loro funzione di barriera protettiva. In pratica ostacolano i patogeni creando un ambiente ostile al loro sviluppo.

Tuttavia anche la flora residente può diventare patogena se il sistema immunitario è compromesso o se vi è un’alterazione della barriera di una mucosa.

Ecco perché è importante prendersi cura della flora cutanea, sia con i giusti prodotti da applicare topicamente sia con uno stile di vita ed un’alimentazione corretti.

A tal proposito non possiamo non citare i probiotici e i prebiotici, indispensabili per un microbiota cutaneo equilibrato e sano. E quindi per una pelle davvero in salute.

Probiotici e prebiotici per la pelle

Come anticipato, per supportare il microbiota cutaneo sono utili i prebiotici e i probiotici. Proprio come lo sono per il nostro intestino.

Leggi anche: Probiotici e prebiotici: qual è la differenza?

In pratica i prebiotici sono sostanze senza vita che servono da nutrimento ai batteri buoni del microbiota. Sono in grado di rigenerare la flora batterica naturale in modo che possa ritrovare nel più breve tempo possibile il suo equilibrio.

I prebiotici possono essere incorporati anche nelle formulazioni cosmetiche, proprio perché non si tratta di sostanze vive. Ne è un esempio l’avena fermentata, l’inulina, il beta-glucano.

I probiotici invece sono batteri vivi che difficilmente possiamo incorporare nelle ricette cosmetiche. Infatti i conservanti, assolutamente indispensabili nelle formulazioni con fase acquosa, sono battericidi e distruggono quindi sia i batteri buoni che quelli cattivi.

Un’eccezione in tal senso può essere fatta per il Leucidal, che è un conservante non conservante, derivato dalla fermentazione del ravanello. Non a caso si tratta di un prodotto particolarmente adatto alle pelli sensibili, proprio perché delicato e rispettoso.

Per inserire i probiotici in una ricetta cosmetica non è possibile quindi fare uso dei batteri vivi, ma piuttosto dell’attivo derivante dalla fermentazione dei batteri stessi.

L’introduzione di probiotici nei cosmetici è un tema molto in voga in questi tempi, proprio perché si sta comprendendo sempre più l’importanza dell’equilibrio della microflora cutanea per una pelle sana. Attualmente a tale scopo vengono molto utilizzati materie prime probiotic-like e postbiotici.

Tuttavia per supportare il nostro microbiota cutaneo, alla fine dell’articolo ti indicherò qualche semplice ricetta di maschere probiotiche che puoi realizzare in casa per ristabilire l’equilibrio della flora.

L’uso di prebiotici e probiotici fa sì che la biodiversità del microbiota cutaneo aumenti, andando quindi a ripristinare o a mantenere il naturale equilibrio dello stesso.

In generale tieni presente che una maggiore biodiversità è sinonimo di benessere cutaneo.

Come mantenere l’equilibrio del microbiota cutaneo

1) Partiamo dalla detergenza. Per non intaccare il microbiota è importante utilizzare sempre detergenti delicati e soprattutto adatti alla zona del corpo. Bisogna fare particolare attenzione al pH del prodotto che stiamo utilizzando, verificando che sia in linea con la regione che dobbiamo detergere.

A tal proposito c’è anche da dire che un’igiene eccessiva può danneggiare il microbiota, perciò fai attenzione non solo ai prodotti che usi, ma anche a come e quanto spesso li usi.

2) Per quanto possibile evita l’eccesso di profumi sintetici e alcool. Inoltre è importante seguire scrupolosamente le indicazioni del produttore quando inserisci il conservante nelle ricette cosmetiche. Essendo prodotti battericidi possono chiaramente intaccare anche i batteri buoni del nostro microbiota cutaneo.

3) Se ti esponi al sole utilizza sempre una protezione solare adatta al tuo fototipo.

4) Presta attenzione alla tua alimentazione, assicurandoti fibre, vitamine e minerali, acidi grassi e cibi fermentati ogni giorno. Tieni presente che alimentando il microbiota intestinale, andrai anche a migliorare l’aspetto della pelle perché sosterrai il sistema immunitario e la capacità di resistenza agli attacchi esterni.

5) Fai attenzione all’inquinamento ambientale, detergendo correttamente la pelle delle zone più esposte all’esterno (viso e mani in primis) e ristabilendo con i giusti prodotti il naturale pH. A tal proposito puoi sfruttare dei semplici idrolati da usare come tonico dopo la detergenza.

Qualche ricetta per la salute del microbiota cutaneo

Come promesso, ti voglio lasciare qualche ricetta semplice di maschere viso probiotiche da fare in casa per ristabilire l’equilibrio del microbiota e notare dopo poche applicazioni i numerosi effetti benefici sulla salute della pelle.

A seconda del tipo di pelle utilizzeremo yogurt (bianco, bio e senza zuccheri aggiunti), kefir di latte e kombucha.

Puoi applicare una maschera al giorno e tenerla in posa per circa 15 minuti. Va applicata su viso precedentemente pulito e poi eliminata con acqua tiepida. Subito dopo tampona con un idrolato o un tonico adatto al tuo tipo di pelle e passa alla tua abituale routine di idratazione.

Maschera probiotica per pelle secca

Mescola un cucchiaino di kefir di latte (filtrato) e un cucchiaino di olio di Avocado

Maschera probiotica per pelle mista

Mescola un cucchiaino di yogurt e un cucchiaino di succo di cetriolo.

Maschera probiotica per pelle grassa

Mescola un cucchiaino di kombucha e un cucchiaino di argilla verde (non usare utensili di metallo).

Maschera probiotica per pelle matura e spenta

Mescola un cucchiaino di kefir di latte, mezzo cucchiaino di Amla in polvere e mezzo cucchiaino di Fieno greco in polvere.

In conclusione

Gli studi sul microbiota cutaneo non sono ancora molto avanzati, ma certamente in futuro potremo contare su ulteriori ricerche per approfondire questo tema così interessante e affascinante.

Se hai trovato utile questo approfondimento, ti invito a sostenerci condividendolo con le persone a cui pensi possa interessare l’argomento 🙂

Un abbraccio di luce positiva!

Deborah